E quindi
Ultimo venerdì di dicembre, ultimo venerdì del 2024. Mentre vi scrivo sto ascoltando I Giorni, di Ludovico Einaudi.
La fine dell’anno chiama una riflessione, un resoconto. Mi rendo conto che vi ho scritto migliaia di parole ma che queste specifiche non arrivano. Di questi 366 giorni sono rimaste sensazioni, ancora non si trasformano in parole. I prossimi 365 giorni, se li guardo tutti insieme, mi fanno un po’ paura. Allora li divido in piccoli insiemi di giorni e alla fine, alla fine rimane solo il giorno in cui scrivo. Oggi.
Quindi, parliamo di un libro al giorno sino a Natale per parlare anche di noi. Come è andata?
Un libro al giorno sino a Natale
Cominciamo dal perché l’ho fatto: perché mi sembrava divertente. Ho pensato che poteva essere un buon modo per testare Substack, per conoscere meglio chi lo abita, capire quanto le Note possono essere utili per arrivare ad altri lettori e conoscere meglio chi è iscritto alla mia newsletter.
In totale ci siamo consigliati 163 libri che ho raccolto tutti qui. Il numero dei miei lettori è aumentato, 81 di voi si sono aggiunte e aggiunti durante il mese di dicembre prevalentemente grazie a questa iniziativa. Direi che per me ha funzionato: mi sono divertita, voi avete partecipato, abbiamo parlato, nuovi lettori sono arrivati. E abbiamo una lista molto lunga di libri da leggere.
Ci sono stati giorni dove le situazioni che ho immaginato erano più intime, anche quei giorni avete risposto condividendo delle storie personali, e di questo vi ringrazio.
Spero che anche chi non ha partecipato abbia potuto godere dei libri consigliati dagli altri e che magari ci abbia pensato durante le sue giornate.
Lo rifarò? Non credo per un periodo di tempo così lungo. Ma se mi verranno delle idee che reputerò divertenti, perché no?
Noi
Questa newsletter è il mio hobby. Non ho un obiettivo di crescita definito, un numero. Il mio obiettivo è: vorrei avere tanti lettori a cui piace quello che scrivo. Chiaramente non un obiettivo SMART. Siete già tante e tanti, almeno per me. Ora non ho necessità e voglia di definire i “tanti” da raggiungere idealmente, anche perché mi sembra un gioco infinito. Come quelle riunioni a cui partecipavo quando lavoravo in azienda, quando ci dicevano: il prossimo anno dobbiamo crescere! Almeno il 20% in più dell’anno passato. Il marketing deve portarci almeno il 30% in più dei clienti, che devono aprire il 20% in più le newsletter, e devono cliccare almeno il 10% in più. E poi, chiaramente, comprare. Possibilmente il 300% in più. La crescita infinita, o l’illusione della crescita infinita. Mi stanco solo a pensarci.
Non ho voglia di pensare a strategie particolari se non scrivere.
Substack è il mio hobby, ma la scrittura è la mia passione. Questa newsletter è il lato più giocoso della scrittura, quello autobiografico, quello dove posso parlare con voi. Per questo ho deciso che non avrà obiettivi. C’è un altro lato, le storie da scrivere, che è il regalo più grande che mi ha fatto il 2024. Un regalo che mi ha fatto Substack e quindi anche voi. Cominciando da qui ho trovato il coraggio di dirmi che una storia la potevo scrivere.
Ci sono newsletter che ho scritto che pensavo sarebbero piaciute moltissimo, di solito sono quelle che vi sono piaciute di meno. Almeno se guardo cuori e commenti. Magari invece le avete lette e ci avete pensato. Io non lo posso sapere, e va bene così. Quelle newsletter mi ha fatto bene scriverle, voi non siete tenute e tenuti a cuorare, commentare, scrivermi, iscrivervi. So che ci siete, ogni tanto vi immagino leggere le mie parole e mi sembra bello che vi arrivino nelle vostre case, nei telefoni, sul bus mentre andate in ufficio o mentre siete in bagno e leggete me al posto di guardare le stories su Instagram.
Scrivere
Su Substack ho scoperto che ci sono tante persone che scrivono, tante che sognano di farne un lavoro e tante altre che scrivono semplicemente perché gli va. E alcune che sono davvero brave. Credo che questa piattaforma possa aiutare chi, al contrario mio, ha voglia di porsi degli obiettivi di crescita. Gli articoli che ci spiegano le strategie migliori per crescere su Substack stanno diventando un genere letterario a sé, alcuni sono ben scritti e possono esservi utili se questo è il vostro desiderio.
Ora, solo perché è l’ultimo venerdì del 2024 e spero me lo perdonerete, condividerò con voi un consiglio che mi ha dato Cesare Cremonini che ho deciso di seguire un po’ di tempo fa. Non ha a che fare con la crescita numerica, ma lo trovo un consiglio che metterei in cima a tutte le strategie, per dare loro un senso.
C’è un’intervista di Cesare Cremonini di un anno fa circa che mi è rimasta impressa. In questa intervista Cremonini racconta che dopo i Lunapop, quando ha intrapreso la carriera da solista, ai suoi concerti non ci andava nessuno. Racconta di un decennio di fallimenti. Ma racconta anche un’altra cosa, dice che nella vita certe volte andare fuori pista significa andare dritti. Quando conosciamo noi stessi, la nostra cornice culturale, come la chiama lui, dobbiamo seguirla. Anche se l’interesse delle persone cambia, anche se la nostra cornice culturale non equivale a quella che interessa in quel dato momento. Dobbiamo avere il coraggio di andare fuori pista per andare dritti. Perché poi tutto si muove, tutto ritorna. Non possiamo essere sempre al centro dell’interesse collettivo. Perché perdiamo l’identità, e l’identità è fondamentale se cerchi di creare qualcosa.
Ci sono tante persone che scrivono, le più interessanti sono quelle che vanno fuori pista. Da lettrice ho imparato a non guardare i numeri, ma a leggere le persone.
Le cose belle di dicembre
Libri
L’ho fatto, ho letto Intermezzo. E mi è piaciuto. Molto. Vi dico solo che mentre leggevo gli ultimi due capitoli piangevo (voi direte: bella forza, piangi sempre. E avreste ragione). Rooney racconta due fratelli di età diverse: Ivan di 22 anni e Peter di 32. Il loro padre è appena morto dopo una lunga malattia e questo li segnerà entrambi. Attorno a loro poi gravitano figure femminili, quella che ho preferito è Margaret. A questo punto rileggerò parlarne tra amici che non mi era piaciuto tanto e leggerò anche persone normali. Per rispondere a Spiccioli per il filobus, che mi chiedeva quanto e come sono presenti gli scacchi: sono un elemento direi fondamentale del romanzo perché Ivan è uno scacchista che è stato molto forte dai 15 ai 17 anni e poi non lo è stato più tanto. Continua a giocare in tornei minori, ma è in crisi. Il suo rapporto con gli scacchi è parte della sua personalità e lo accompagna per tutto l’arco del racconto fino alla chiusura, ed è anche importante per il rapporto che ha con il fratello.
Non ho idea del motivo ma per tutto il libro mi sono immaginata Ivan come Jannik Sinner. Boh.
Poi mi sono lanciata nell’impresa di leggere Anna Karenina. Cominciai questo romanzo da ragazza e abbandonai quasi subito. Invece ora mi ha presa moltissimo. Capirete che la lista di libri si ferma qui perché Anna Karenina non è esattamente una passeggiata. Anche con la lettura veloce.
Film
Ho visto al cinema Wicked, musical famosissimo soprattutto negli Stati Uniti al suo primo adattamento cinematografico. Wicked è basato sul romanzo Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West di Gregory Maguire, a sua volta una rivisitazione del romanzo The Wonderful Wizard of Oz di Baum. Mi è piaciuto moltissimo. Le attrici principali, Cynthia Erivo (Elphaba) e Ariana Grande (Glinda) mi hanno sorpresa per la loro bravura, soprattutto Ariana Grande perché semplicemente non me lo aspettavo, data la sua carriera da pop star. Vi devono piacere i musical perché cantano dall’inizio alla fine, ma se siete amanti del genere secondo me non potete perderlo. Questa era la prima parte, la seconda uscirà a novembre del 2025.
Musica
Il 13 dicembre, a sorpresa, è uscito il nuovo album di Marracash. Fin dall’adolescenza ho una fascinazione per il rap e l’hip hop. Non è una passione perché mi piacciono pochissimi artisti, quelli che con le parole sono davvero bravi. Mi ricordo quando ho ascoltato per la prima volta Mr. Simpatia e Tradimento di Fabri Fibra, nonostante alcuni testi per me siano troppo (troppo misogini, ad esempio o troppo omofobi), sono testi che sanno usare le parole in modi che mi sembravano allora nuovissimi e interessanti. Ora a mio parere il genere è diventato così di moda che trovare qualcosa di interessante è diventato difficile. Marracash è un veterano ed è bravo, non credo che qualcuno possa dire il contrario. Questo album è un gioiello di scrittura e di schiaffi dati a piene mani, un po’ agli altri e un po’ a se stesso. Lo consiglierei anche a chi di solito non ascolta il genere.
Buon anno!
Questa è l’ultima newsletter del 2024, ci risentiremo il 10 gennaio, credo. Grazie a voi per esserci, perché avete reso questo 2024 un anno sorprendente. Vi abbraccio fortissimo.
Francesca
L’illustrazione in copertina per chi legge su Substack è di indiebookster



Il miglior calendario dell'avvento. Grazie per averlo creato e portato a termine. Buon anno nuovo!
♥️