Diventando, con morbidezza
e i libri più preziosi del 2025
In questi giorni ho ripensato ad una cosa che mi è successa nell’estate del 2021.
Eravamo in vacanza in montagna, Amedeo aveva un anno e mezzo e la sua attività principale era rischiare la morte. Ero molto stanca, quindi quando ho visto che nell’albergo dove eravamo c’era una ragazza che faceva dei massaggi shiatsu su appuntamento, ne ho prenotato uno.
Non avevo idea di cosa fossero i massaggi shiatsu, ma erano massaggi e in quel momento mi sembravano una promessa di pace, silenzio e relax.
Tutto procedeva bene, era un massaggio diverso da quelli che avevo provato in precedenza ma mi stavo rilassando. Chiacchieravo con la massaggiatrice, le raccontavo di me e le chiedevo di lei.
Ad un certo punto, mi ha chiesto di girarmi a pancia sotto per continuare il massaggio. Le sue mani hanno cominciato a massaggiare la schiena, e io ho cominciato a piangere all’improvviso. è stato stranissimo, come se avesse toccato un interruttore: un secondo prima parlavo con lei e un secondo dopo piangevo.
Lei collegò quel mio piangere al peso che portavo sulla schiena, alle responsabilità, alla sensazione di avere tutto sulle mie spalle.
In quel momento mi sono vergognata molto della mia reazione, quando Luca mi ha chiesto come era andato il massaggio gli ho risposto: benissimo.
Parole
La mia parola per lo scorso anno è stata “ritornare”, ne avevo scritto anche qui. Mi piace avere una parola dell’anno perché, nella mia esperienza, è vero che ogni anno ha in se una specifica energia.
Quest’anno la parola che mi si è presentata è stata “diventare”, in realtà è arrivata prima in inglese: becoming, diventando. Il gerundio traduce bene il processo di diventare tutti i giorni.
Quest’anno però si è aggiunta una sensazione, come se la parola avesse bisogno di essere descritta meglio, essere sentita meglio nel corpo. La sensazione che vorrei facesse parte del mio anno è la morbidezza.
Becoming, with softness
Ho sempre saputo di essere una persona responsabile. Sono precisa, affidabile, organizzata. Non amo le sorprese, mi piacciono gli obiettivi e i risultati raggiunti. Questa parte di me non l’ho mai dovuta sviluppare: mi ha aiutata in molte situazioni della mia vita e mi aiuta ancora.
La morbidezza invece la devo coltivare, non mi viene naturale. L’idea di arrendersi, lasciare il controllo, di non pianificare, di accettare che potrebbe arrivare qualsiasi cosa.
Vorrei riuscire a lasciare i pesi che mi porto sulla schiena, perché per la maggior parte me li sono messi da sola. E anche quelli che devo portare, perché ognuna di noi porta pesi che non si è scelta, vorrei viverli con più morbidezza. Credo che mi peserebbero meno, credo che ci siano persone vicine a me che vorrebbero aiutarmi ma io non glielo lascio fare.
Vorrei che questo fosse l’anno in cui mi ammorbidisco, in cui sento finalmente il mio corpo rilassarsi, i miei pensieri rallentare, la mia anima espandersi.
I libri più preziosi del 2025
Durante il mese di dicembre ho fatto quella che si chiama “revisione dell’anno” e grazie a questa newsletter ho potuto rileggermi, è stato bello e anche utile.
Tra le altre cose, mi sono passati davanti tutti i libri che ho letto e di cui vi ho parlato qui, questi sono quelli più preziosi:
Anna Karenina - Lev Tolstoj
Ho finito Anna Karenina nei primi giorni del 2025, non credevo che sarei stata ancora qui a pensarci. Come vi scrivevo a gennaio, l’arco narrativo di Levin è quello che ho preferito, la sua crisi spirituale è stata lo specchio della mia e la sua risoluzione è simile a quella alla quale sono arrivata io.
Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow - Gabrielle Zevin
Come mi è piaciuto questo romanzo. Per me il romanzo perfetto è quello che ti tiene incollata alle pagine con la storia, quello in cui riconosco i personaggi, li sento veri, e quello dove l’uso della lingua è intelligente, scorrevole, leggero. Questo romanzo lo regalerei, se non l’avessero già letto tutti quelli che conosco.
Cos’è un gioco? È domani, e domani, e domani. È la possibilità dell’eterna rinascita, dell’eterna redenzione. L’idea che, se continui a giocare, puoi vincere. Se perdi, non è per sempre, perché nulla è mai per sempre.
Intermezzo - Sally Rooney
Il 2025 è stato anche l’anno di Intermezzo. Questo è di gran lunga il mio preferito di Rooney, l’ho anche riletto nell’arco di poco tempo (va detto che io sono una rilettrice appassionata). Margaret e Ivan sono i personaggi a cui sono più legata, se chiudo gli occhi posso vederli e quasi toccarli.
Caledonian Road - Andrew O’Hagan
Questo è stato il romanzo che mi ha fatta più pensare, ne ho scritto qui largamente quindi non mi dilungo, ma lo consiglio a chi cerca di pensare alle cose che succedono nel mondo, alla politica, alle persone e vuole andare oltre le analisi banali che spesso si leggono in giro, per me è stato meglio di un saggio.
Stoner - John Edward Williams
La vita mediocre di un professore universitario che non si allontana praticamente mai da casa sua, ha un matrimonio insoddisfacente e non riesce ad avere un rapporto con la figlia. Sulla carta una noia mortale, nella pratica uno dei miei romanzi preferiti.
Olive Kitteridge - Elizabeth Strout
Negli ultimi mesi dell’anno ho scoperto Elizabeth Strout, Olive Kitteridge è stata una coccola, una carezza di romanzo. In poco tempo ho letto tutti i suoi libri ma questo è il mio preferito.
Grazie
Grazie per essere qui, l’idea che quello che scrivo possa piacervi e in qualche caso aiutarvi a mettere a fuoco cose che stanno accadendo anche a voi mi rende felice. Qui non scrivo perché devo, ma perché lo desidero.
Vi auguro che il 2026 veda i vostri desideri esaudirsi e che possiate condividerli con le persone che amate.
Vi abbraccio,
Francesca
Ho anche un’altra newsletter, si chiama Chiaro di Luna: insieme seguiamo le fasi della luna durante il suo ciclo. Lo facciamo per ricordare cosa sta succedendo sopra e dentro di noi, fermarci anche solo cinque minuti per collegarci all’energia della Luna ed essere intenzionali nella vita che conduciamo. Per tutte le info puoi leggere qui.



Anch'io ho amato tantissimo "Stoner"! Come dici tu, nemmeno io riesco a capire come da una trama così banale esca una meraviglia del genere 😍
Andrew O’Hagan è proprio bravo. Anche se non ho letto Caledonian Road lessi qualche anno fa Effimeri e ne scrissi un pezzettino su Flanerì. Lo recupererò, mi hai incuriosito.